Esperienza in carce...
 
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Esperienza in carcere


Laura
Post: 64
Topic starter
(@laura)
Membro
Iscritto dal: 12 mesi fa

Ciao Niccolò,

Mi rivolgo a te, perché per me sarai sempre colui che mi ha “iniziato “ a questa delicatissima arte delle energie sottili... ma ovviamente è ben accetta qualunque condivisione: mi trovo a fare una esperienza , per me completamente nuova, in carcere, nell’ambito di un progetto sulla legalità e la cittadinanza attiva.

Sto con i detenuti in media un tre ore al giorno a discutere e parlare di vari concetti sulla legalità, la costituzione e via dicendo ... trovo la cosa molto gradevole, c’è un clima sereno, si scherza, e c’è un reciproco rispetto... non devo richiamarli per farmi ascoltare ecc, e anche a livello animico risuono con loro (non chiedermi perché ... ma li vedo come appaiono non entro nel giudizio , diciamo che proprio non mi faccio certe domande) finisco dunque l’incontro soddisfatta , e poi appena prima di varcare la soglia dell’uscita mi prende una sorta di tristezza mista a svuotamento. Ogni giorno è sempre peggio ... ho notato che più si entra in confidenza, più i detenuti si aprono con i loro racconti , anche banali , quotidiani , non necessariamente tristi e penosi, più aumenta questa sorta di loop in cui entro... Ti chiedo se c’è un rimedio , e se ciò mi capita è perché si muove qualcosa a livello energetico, come ho ipotizzato?

Ti ringrazio!

Laura

6 Risposte
Niccolò Angeli
Post: 127
Servitore
(@nican)
Anima
Iscritto dal: 3 anni fa

Ciao,

qualcosa "a livello energetico" si muove sempre, ma naturalmente che cosa sia esattamente lo devi scoprire tu stessa.

A me quel tipo di tristezza mi prende spesso dopo le altissime vibrazioni dei seminari. Sarà perchè ci concediamo di vivere qualcosa che risuona tantissimo con noi, e  poi torniamo ad una vita che appare ormai vecchia? Per me è un po' così.
A volte è come infilarsi di nuovo la pelle di un cadavere, per quanto la mia vita sia densa di bellezza e quotidiane espansioni dell'anima, dopo aver vissuto certe altissime vette la quotidianità può facilmente apparire "morta".

Cosa accada dentro di te non lo so, però so che è molto utile portare la massima attenzione nel momento della soglia, quando dalla soddisfazione cominci a scendere verso quel senso di vuoto. Se vi porti abbastanza attenzione potrai percepire un click interiore, un momento in cui una vecchia convinzione si accende, o un pensiero nascosto che accende la tristezza.

Chiediti "di cosa devo essere convinta per provare queste sensazioni?". E' un buon punto di partenza.

Dovrai farlo più volte, con costanza, perchè i momenti di soglia sfuggono e questo ci porta a vivere addormentati, senza sapere perchè ci troviamo in uno stato di coscienza piuttosto che in un altro.
Non cercare però di sezionare troppo il momento di soglia con la mente, non si tratta di capire mentalmente cosa accade, è più un osservare senza rigidità, fluidamente.

Come sai io uso molto il dialogo a voce alta in questi momenti, mi "psicanalizzo" lasciando uscire un flusso di parole dove esploro cosa accade. Parlare a voce alta costringe la mente a rallentare e allo stesso ti aiuta a rendere molto preciso quello che senti, perchè devi trovare le parole per esprimerlo.

Abbraccio

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paolo
Post: 8
(@paolo)
Membro
Iscritto dal: 1 anno fa

Ciao Laura,

in passato sono stato bibliotecario nel carcere della mia città natìa. Il tuo racconto ha risvegliato in me alcuni ricordi. 
Trovo il tuo vissuto vicino sotto alcuni aspetti al mio. 
In alcuni di noi c’è una parte che, forse per educazione o per situazioni legate alla nostra crescita, ci spinge a una estrema doverizzazione, un’eccessiva severità, per richiamare l’attenzione o per essere semplicemente amati. È il ruolo del figlio o figlia perfetta, che deve dimostrare per essere accettati dal mondo. 
Ricordo, che varcati quell’infinita serie di cancelli, attraverso cui accedevi sempre di più dentro la struttura, quasi come le chiavi dei templi antichi, tutta quella struttura dentro me cedeva. Quella soglia di attenzione al proprio interno veniva meno. 
Si, perchè c’è una parte conscia o inconscia che li si rilassa, perchè ti relazioni con chi ha compiuto un omicidio, una rapina a mano armata, e tanti altri. Quale senso di perfezione può esistere li dentro? L’ego sembra non avere più carte da giocarsi. 
sembra un discorso basso o stupido, ma non lo è. E finivi per trascorrere momenti spensierati e leggeri. 
Poi uscivi, e quella ferita dell’ego, si ripresenta, perchè la mente ti proietta scenari differenti, in un mondo che sembra avere aspettative nei tuoi confronti. 
Un po un paradosso, li in carcere sei libero, ma da quella parte dentro di te che ti opprime.

un abbraccio

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1 Rispondi
Laura
(@laura)
Iscritto dal: 12 mesi fa

Membro
Post: 64

@paolo grazie Paolo per questa bella condivisione. In parte c’ero arrivata pure io .... ma non ero arrivata fino in fondo come hai fatto tu...ci rifletterò ... o meglio ci mediterò ... perché darebbe un senso veramente molto profondo a questa mia breve ma intensa esperienza. 😊

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Virgy Fasolini
Post: 12
(@virgy741974libero-it)
Anima
Iscritto dal: 3 mesi fa

Ciao a tutte/i,sono Virginio,non so da dove cominciare per presentarmi,comincio da questa discussione che mi ha toccato.Mi ha fatto rivivere delle “emozioni” e sensazioni che avevo ogni volta che lasciavo la palestra di allenamento o per la partita di calcetto.FAccio una premessa: sono allenatore da 10 anni  (a livello amatoriale) di una squadra di calcetto di ragazzi “Special” io li chiamo così,sono ragazzi diversamente abili.Quando esco dalla palestra dell’allenamento o della partita di campionato ho la stessa sensazione di Laura.Ho una sensazione di “vuoto”.Io con i miei ragazzi mi diverto, ci alleniamo,ci incazziamo(scusate la parola)ci abbracciamo,scherziamo,ci prendiamo la mano,ci facciamo le carezze,io con loro sto veramente bene;quella sensazione di vuoto la ricevo dalle persone che frequentano la mia quotidianità perché (pur provando)a manifestare quel caloroso modo di fare che ho con i ragazzi special,mi sembra anormale che non lo si riesce a manifestare in modo tranquillo!La cosa che ho pensato spesso è stata:ma noi non abbiamo nessuna disabilità perché ci chiudiamo a questi gesti che sono amorevoli??
Il senso di vuoto è dovuto a questo,a questa chiusura verso gesti che sono le basi dell’amore e dell’affetto reciproco.
Non só se aver scritto in questo topic sia stata la cosa corretta.
Mi chiedevo se non ci fosse un topic di presentazione per chi arriva in questo forum.

grazie a tutti

grazie Niccolò

aho!🙏🏻

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1 Rispondi
Laura
(@laura)
Iscritto dal: 12 mesi fa

Membro
Post: 64

@virgy741974libero-itCiao Virginio, in realtà non credo che sia un modo particolare per presentarsi, in genere si fa come hai fatto tu, inserendoti in una condivisione che ti ha risuonato o Iniziandone una nuova..,

comunque sono stata contenta che ti sia agganciata alla mia....anche io avverto questo gap con alcune delle persone con cui mi relaziono quotidianamente, io nel caso dei detenuti non ho potuto istaurare un rapporto di amicizia come quello che racconti tu con i tuoi allievi, perché comunque non ho avuto tanto tempo a disposizione, e poi le regole Covid non hanno aiutato.... ma comunque percepivo la loro autenticità anche nel semplice stare seduti, a scrivere, ad intervenire, a ridere....non saprei descriverlo in altro modo, devo dire che alla fine la più strutturata e meno autentica probabilmente ero io...ma c’erano dei momenti, in cui ascoltavo le loro considerazioni e i consigli reciproci che si davano, in cui avvertivo una specie di energia benevola che ci avvolgeva tutti e mi sentivo veramente in pace!😊

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Virgy Fasolini
Post: 12
(@virgy741974libero-it)
Anima
Iscritto dal: 3 mesi fa

Grazie Laura per la tua risposta, allora cercherò di interagire in base ai temi che più mi attraggono 😊.Davvero forte la tua esperienza,e “credo” che chi ha una spiccata sensibilità nell’animo riesce a percepire queste emozioni,che secondo me sono scuola.Grazie e buona domenica 🙏🏻😊

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