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[Sticky] La società ideale - raccogliamo idee e intuizioni per Aikyam


Niccolò Angeli
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Carissime/i,

Il sogno di una società ideale è nei cuori dell'umanità dall'alba dei tempi. Ora stiamo vivendo un momento prezioso di riscoperta e sperimentazione di tanti stimoli filosofici rispetto a questo, con la nascita degli ecovillaggi, o di grandi comunità spirituali come Findhorn, Auroville, Damanhur e molte altre.

Mi entusiasma l'idea di cominciare a raccogliere e discutere le tante informazioni che ormai abbiamo rispetto a questo tema; facciamolo nell'ottica di una micro-società "Aikyam" che potrà vedere la luce sotto forma di ecovillaggio, ma anche con uno sguardo più vasto all'intera società terrestre.

Userò questa discussione per postare "appunti di viaggio", riferimenti e riflessioni in preparazione magari di un lungo articolo o addirittura un libro su questo tema. Siete i benvenuti a fare lo stesso se questo tema vi chiama.

Postate in questa stessa discussione che possiamo avere tutti i materiali in un unico luogo.

Ecco alcuni spunti che ho raccolto fino ad ora

Queste riflessioni sono ancora materiale grezzo su cui lavorare, alcune possono essere in contraddizione tra loro o completamente errate.

La Natura è maestra, ma non è perfetta

Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che il sistema sociale degli ecosistemi naturali ha tantissimo da insegnarci, tuttavia è importante comprendere che la Natura non è perfetta, ma riflette sempre il livello di coscienza del pianeta di cui è un'espressione. Ad esempio la nostra è una natura ancora predatoria e per certi versi "matrigna", dove vige la legge del più forte. Esistono già meravigliosi esempi di relazioni simbiotiche tra gli esseri, ma sono ancora molto rari. Per me, una Natura ideale vive in uno stato completamente simbiotico, dove gli esseri scambiano energia tra loro senza predare.

Alcune domande da contemplare

  • A cosa equivale la simbiosi ad esempio in un sistema economico?

L'individuo e il gruppo

Una grande utopia sociale del passato come il comunismo pretendeva di uccidere l'individuo a favore del gruppo. Per bilanciamento ciò ha generato nella società odierna movimenti fortemente individualisti (in ambito spirituale uno famoso è forse quello dei "Satanisti").

Oggi dobbiamo trovare la giusta misura tra il valore di ciascun individuo e quello del gruppo che lo contiene.

L'individuo, con la sua unicità, è un mattone fondamentale di ogni società, ma se si chiude in sé stesso ciò che può costruire è molto poco. Le parole chiave sono quindi "relazioni e comunicazione".

L'individuo deve comprendere che il suo valore viene esaltato dal gruppo, e il gruppo appezzare che il suo valore viene accresciuto da ciascun individuo.

 

Alcune domande da contemplare

  • Qual è il valore dell'individualismo in una società ideale?
  • Come possono strutturarsi al meglio i gruppi per evitare la chiusura e l'omologazione?

Strutture e geometrie dei gruppi

La geometria e i numeri possono essere di grande aiuto nello strutturare una società ideale. Sappiamo ad esempio che il triangolo è la forma più semplice, stabile e resistente.

Nelle grandi tradizioni spirituali e alchemiche la trinità è un concetto diffuso che sta a rappresentare le tre forze basilari osservabili nel mondo: forza creativa, forza trasformativa, forza equilibrativa.

In un gruppo ideale di 3 persone (nel Manifesto di Aikyam le ho chiamate "triadi") questo si manifesta idealmente con un individuo capace di grandi impulsi creativi (energia maschile e penetrante), un individuo capace di sviluppare tali impulsi (energia femminile e accogliente) e un individuo capace di mediare tra gli altri due (energia androgina e saggia). Tre individui dotati di queste qualità e uniti da un profondo amore fraterno formano una triade molto coerente e stabile.

Il bilanciamento delle energie è fondamentale per la creazione di gruppi sociali solidi ma anche dinamici. Un numero uguale di uomini e donne in ciascun gruppo, ove possibile, è sicuramente di grande aiuto, ma anche una attenta valutazione delle personalità egoiche di ciascun individuo, così come dei talenti animici, così da creare gruppi bilanciati al meglio.

Nota: maggiori riflessioni sulle strutture dei gruppi sono raccolte al punto 10 del Manifesto di Aikyam (che in ogni caso vuole porsi come uno stimolo di ricerca e mai come "legge").


I "provocatori"

Trovare il giusto equilibrio nei gruppi non significa però "siamo sempre tutti d'accordo". E' fondamentale che vi sia un elemento sbilanciante: uno o più individui provocatori che stimolino il gruppo a ritrovare un nuovo equilibrio senza mai raggiungere la stasi. Questi individui svolgono un ruolo importante, sono persone esuberanti che amano provocare e mettersi in mostra. Se hanno una personalità egoica ancora grezza e predominante tenderanno facilmente all'arroganza e alla manipolazione, se sono più raffinati spiritualmente useranno l'ironia e la "follia controllata" per salvare il gruppo da ogni rigidità. Il buffone e il giullare, inteso come archetipo evoluto, svolge proprio questo ruolo: è colui che distrugge tutte le strutture tramite la risata così da assicurare un continuo ricambio di energie.


Scoperta e distribuzione dei talenti

Il lavoro di conoscenza di sé da parte di ciascun individuo è la radice che permette all'albero sociale di crescere e prosperare. Ogni individuo dovrebbe quindi impegnarsi a conoscere sempre meglio la sua ombra (lezione che è venuto ad imparare) e la sua luce (missione che è venuto a svolgere). Questi due aspetti sono ovviamente intrinsecamente legati, sono la stessa cosa osservata da due punti di vista diversi. Ne ho parlato in modo più approfondito ne "I 5 passi del risveglio" .

La conoscenza di sé porta alla scoperta della propria passione, dei propri talenti naturali, e dunque all'acquisizione di capacità straordinarie in un dato campo.

E' bene dunque che ciascun individuo si "specializzi" seguendo la propria naturale inclinazione, ma allo stesso tempo tale specializzazione va alternata con un continuo visitare altri campi del sapere. Ad esempio è bene che ogni individuo, a rotazione, svolga le diverse mansioni di una società per un certo tempo, così da poterle vivere dall'interno comprendendo a fondo il punto di vista di coloro che svolgono tali mansioni in modo specializzato.


Sistemi decisionali e "Metodo del consenso"

Il "Metodo del consenso" è una pratica egualitaria con radici probabilmente molto antiche. Veniva usata dai Quaccheri ed era presente in alcune società tribali. Oggi viene usato con successo già in molte comunità ed ecovillaggi. Questo metodo basa sull'idea di arrivare a una decisione comune (unanimità) attraverso il dialogo, l'ascolto e l'appianamento dei conflitti.

Il processo decisionale "democratico" di votazione a maggioranza genera sempre un vincitore e uno sconfitto, creando una divisione profonda nella società. Ma più la società è ridotta nel numero dei suoi membri, e più questi individui sono uniti nella sincera volontà di trovare una soluzione comune, più diventa sensato applicare il metodo del consenso.

Il metodo ha un'applicazione semplice che si svolge in diverse fasi di dialogo tra i membri, con l'aiuto di un facilitatore possibilmente esterno al gruppo stesso o al tema della decisione (per evitare ogni conflitto di interessi).

Il metodo è descritto molto bene in maniera sintetica a pagina 222 del libro Ecovillaggi e Cohousing di Francesca Guidotti.


Comunicazione ecologica e nonviolenta

Imparare a comunicare correttamente è fondamentale tra i membri di una società sana. Non detti e questioni irrisolte devono essere affrontati immediatamente, evitando a tutti i costi di "ingoiare il rospo" o di parlare alle spalle degli altri.

Perciò, è importante apprendere i principi della cosiddetta "comunicazione nonviolenta", un metodo semplice elaborato  da Marshall Rosenberg.

La comunicazione nonviolenta è basata sull'empatia, ossia sulla capacità di percepire e accogliere le emozioni e il punto di vista dell'altro.

E' un modo razionale ed equilibrato di comunicare, che permette di appianare molti conflitti prima che vengano alla luce.

Ecco in estrema sintesi come funziona.
Quando percepisco attrito nella relazione con qualcuno:

1 - Esprimo ciò che sta accadendo senza aggiungervi giudizi o interpretazioni . Ad esempio dico "sei arrivato 30 minuto in ritardo" e non "Sei arrivato tardi come al solito"

2 - Esprimo come mi sento io rispetto alla situazione, evitando ogni giudizio. Ad esempio  dico "vedendoti arrivare in ritardo mi sono sentito frustrato e arrabbiato" e  non "sei un egoista e non hai rispetto per gli altri quando arrivi in ritardo".

3 - Esprimo una richiesta che possa risolvere la situazione, propongo una soluzione. Ad esempio dico "Facciamo che la prossima io aspetto a casa e tu mi chiami quando stai partendo?"

Nota: Il metodo ha molte più sfumature di così ed è descritto anche questo a pagina 217 del libro Ecovillaggi e Cohousing di Francesca Guidotti.


Denaro ed economia

Questo è un tema molto scottante e sono già in atto diverse esperienze sul pianeta per sperimentare sistemi alternativi a quello attuale

Le monete complementari

Ecco un ottimo articolo che spiega cosa sono: https://www.viviconsapevoleinromagna.it/verso-la-moneta-complementare-romagnola/

Il reddito di base universale

L'idea che lo Stato in cui vivi ti versi ogni mese una somma che può soddisfare tutti i tuoi bisogni di base è stata affrontata da economisti e filosofi già a partire dal '500. Oggi sta prendendo sempre più piede con esperimenti condotti in 14 paesi, anche se solo in 2 paesi l'esperimento coinvolgeva più di 1.00 persone. Con l'avvento di un'era in cui la robotica andrà a sostituire la maggior parte dei lavori "non creativi", l'idea di un reddito di base fa ormai parte del dibattito sociale quotidiano.

Un mondo senza denaro

Il movimento "Ubuntu", nato in Sud Africa, ha generato già da alcuni anni l'idea del "Contribuzionismo"; una vera e propria mappa sotto forma di libro che traccia il processo ideale di una società dal modello attuale a un modello senza denaro.

Il libro è estremamente dettagliato e tocca moltissimi aspetti pratici proponendo soluzioni intelligenti a ogni tipo di problema che andrebbe affrontato. Si tratta di una lettura davvero interessante, potete scaricarlo in versione ebook cliccando qui https://drive.google.com/open?id=1P4xcdFirwOGTN10d_yMo23Voea56WWPl (purtroppo è disponibile per ora solo in inglese).


Per ora mi fermo qui… ma è appena l'inizio!

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Niccolò Angeli
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(@nican)
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Ecco un breve testo di Helen Williams
che descrive una società ideale, lo trovo molto interessante.

Grazie a @antonellafmx per la traduzione!

L'ideale della perfezione sarebbe una Confederazione interdipendente di società, ciascuna delle quali formata da 100 o 200 cittadini, a seconda di alcuni fattori, come il clima e il luogo.
Tali villaggi verrebbero distribuiti in maniera omogenea sul pianeta terra, con una quantità di terreni coltivabili pressappoco uguali.
Il 30% del territorio sarebbe di natura incontaminata, e a nessuna delle società verrebbe consentito colonizzare tali aeree, tuttavia, individui "asociali" o "antisociali" potrebbero liberamente vivere nella natura selvaggia, in base ad uno stile di vita totalmente solitario.

Ciascuna società verrebbe gestita in base ad un accordo dei membri, sul modello Rousseauiano della piena partecipazione di tutti i membri al di sopra dei 14 anni e del decreto conciliare. I dissidenti, (oppure: i membri in disaccordo) verrebbero invitati a trasferirsi verso società alternative, e ad organizzarsi su di un territorio proporzionato alle dimensioni del gruppo dissidente, o a portarsi nella natura selvaggia.
I comitati avrebbero la facoltà di legislare sulla base di interessi condivisi, ma non potrebbero esistere leggi che ostacolino le attività private, ammesso che queste ultime non ledano la libertà altrui.

Sebbene ciascuna società possa stabilire le proprie regole, la Confederazione rispetterebbe una costituzione universale, secondo la quale, a nessuno è dato possedere ciò che non è stato realizzato. I prodotti comunitari, potrebbero essere oggetto di libero scambio individuale o societario. Non esisterebbero il denaro, e l'accumulo di risorse proprietarie, pena l'allontanamento nella natura selvaggia. Ogni anno ci sarebbe il Festival Globale per la Gratitudine e la Donazione, durante il quale i doni verrebbero scambiati liberamente, e, l'arte, la musica, la danza e i giochi celebrerebbero e rinnoverebbero la libertà della Terra dal dominio dell'uomo.

Ai sensi della costituzione, gli animali abbattuti dall'ambiente naturale, potrebbero essere consumati (oppure: mangiati) durante il periodo invernale nei climi più freddi, e in caso di malattia. Ma non potrebbero sussistere l'addomesticamento o altre violazioni dei diritti degli animali. L'abbattimento avverebbe solo qualora la vita umana fosse messa in pericolo, o allo scopo di consolidare l'armonia tra l'ambiente e la popolazione.

Nel caso in cui, una società dovesse dimostrarsi aggressiva nei confronti di un'altra società, la Confederazione Globale, ne decreterebbe l'embargo per 50 anni. I membri verrebbero invitati ad unirsi a società alternative, ma gli verrebbe consentito emigrare solo in quelle che non abbiano ospitato membri della società ribelle. Tutte le relazioni politiche si svolgerebbero nel seno di ciascuna società, e non verrebbero create alleanze (oppure: federazioni) tra le società stesse. Tentativi da parte di una società, di costituire alleanze politiche o di estendere il proprio potere al di fuori dei propri membri, verrebbe boicottato. Gli individui potrebbero viaggiare liberamente e stabilire relazioni con individui di altre società, ma ogni gruppo in ampia crescita avrebbe l'obbligo di ridistribuirsi.

Fonte: https://philosophynow.org/issues/73/What_Would_Make_The_Best_Society

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Antonellafmx
Post: 79
(@antonellafmx)
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Iscritto dal: 1 anno fa

Ciao Niccolò, provo a tradurlo, se c'è qualcun' altro del gruppo disposto a collaborare mi può contattare. Dammi qlc giorno. Baci Antonella

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Niccolò Angeli
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(@nican)
Iscritto dal: 3 anni fa

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Post: 128

@antonellafmx ricevuto, è perfetta grazie!

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JESSICA MANCA
Post: 19
(@jessica-manca)
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Iscritto dal: 1 anno fa

Oggetto : Struttura fisica/Centro di attività -

Ciao Niccolò,

Apprezzo molto la ricchezza delle informazioni che fornisci.

Al momento, il mio impulso è di andare al nucleo di Aikyam in senso materiale, strutturale. Vedo l'universo formarsi con un aspetto geometrico, in particolare l'esagono che poi si espande in dodecaedro. Allora, quando parliamo di una struttura solida dove riunirsi che irradia attorno e scambia energia con altri percepisco un esagono interno che si apre a stella come antenne o canali di scambio sia energetici che fisici.

Per essere precisa, una struttura che, oltre alla triade, avrebbe a cuore sapienza e conoscenza e particolarmente  il compito di condividerla e trasmetterla. In altre parole, una scuola che oltre alle materie insegnate nel curriculum di base Italiano, metterebbe l'accento su quelle materie che richiamano i temi dell'evoluzione energetica del benessere che emanano da Aikyam stessa, quei valori che esprimi nelle meditazioni , insegnamenti e/o che  altri di noi esprimono o esprimeranno. Nell'ideale, la struttura deve trovarsi in un terreno ampio che permetta eventuali spazi di ogni tipo (frutteto, orto, campi di gioco, una radura  per meditazioni, classi di yoga,  arti marziali e tanto altro),  con magari accesso a un bosco.... Insomma, questi sono i "magari" che sento io. Sento anche un gran bisogno di accogliere l'idea che molti  dovrebbero  generare un flusso economico all'esterno e questo fino a quando la coscienza collettiva lo richiede.  Inoltre, questo contatto diretto con l'esterno arricchisce con scambi di idee, di metodi concreti, di esempi pratici, di esperienze  belle e meno belle. Perché, come dici tu le nostre ombre sono all'origine del nostro dinamismo proprio come è fondamentale  il desiderare. Secondo me, una società, gruppo o comunità  ideale (idilliaca) che non sperimenta anche all'esterno finisce con lo stagnare. Chiaramente, questo non vuole dire che tutti debbano fare quel tipo di esperienza.

Per riassumere, una scuola di giorno e il punto di riunione/ritiro/incontro  in altri momenti che andrebbe strutturandosi poco a poco, ovviamente iniziando dal centro con l'intenzione di aprire uno primo spazio a forma di ala o petalo per i piccoli e ragazzi e aggiungere  le altre 5 'ali'  quando ne sentiremo l'utilità. Quando parlo di uno spazio di incontro lo intendo in senso ampio. Potrebbe anche essere utilizzato per genitori e insegnanti, gruppi culturali, sportivi, musicali, teatrali... o semplicemente per ritrovarsi tra amici, amiche e perché non tra mamme?

E' vero che la mia visione si allontana dall'idea degli ecovillaggi e grandi comunità spirituali che ammiro pur sentendo che mi mancano curiosità o entusiasmo per farne parte. Per me Aikyam corrisponde una essenza che vorrei 'definire' Forza Gentile. E' questa risonanza che mi da l'impulso di esprimere e sperimentare l'entusiasmo e gioia di vivere del bambino in me.

Credo che la crescita della struttura dovrebbe mirare a mantenersi in bilancia con la crescita di Aikyam. Vorrei precisare che questa bozza di progetto è un possibile step che non si riferisce al futuro immediato.

Grazie

Un abbraccio

Jessica

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Niccolò Angeli
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(@nican)
Iscritto dal: 3 anni fa

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@jessica-manca Grazie Jessica, ottimi spunti. L'esagono è un'altra forma incredibilmente stabile (alveare), anni fa c'era in progetto qui da noi una scuola steineriana e volevano farla con aule esagonali.Ho l'impressione che qualcosa di simile  a quello da te descritto sia stato costruito proprio in ambito di scuola, ricordo di aver visto delle immagini ma or non ho in mente dove esattamente.

Avendo le risorse ci sarebbe davvero da divertirsi anche con i solidi platonici e le piramidi ().

La piramide aurea di Alexander Golod in Russia (un progetto da 1 milione di dollari) si è rivelata uno straordinario trasmutatore energetico, gli effetti sul territorio sono tantissimi, ma uno dei più affascinanti per me è che hanno cominciato a ricrescere specie vegetali ritenute estinte intorno alla piramide.

Les Brown ha fatto esperimenti molto pratici con le piramidi classiche, tra cui un orto all'interno di una struttura piramidale lignea (solo gli spigoli, senza pareti). La parte dell'orto che stava a terra non aveva bisogno di essere mai annaffiata perchè il flusso energetico della piramide "tirava su" l'umidità dal terreno direttamente.

Insomma, quanti esperimenti ci sarebbero da fare... e li faremo!

Riferimenti:

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JESSICA MANCA
(@jessica-manca)
Iscritto dal: 1 anno fa

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@nican

Con le forme piramidali, Il 'gioco' si fa ancor più entusiasmante.

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Niccolò Angeli
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(@nican)
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Iscritto dal: 3 anni fa

Giornata dell'Ombra

In tanti sapete quanto io ci tenga a onorare il Principio dell'Ombra, spesso dimenticato nell'odierna onda del pensiero positivo. Ne parlavo l'altro giorno con la mia amata, e sognavamo, nella comunità di Aikyam, una giornata a settimana dedicata soltanto a onorare questo principio. (Potrebbe essere il Lune-dì?).

Cosa significa? Tante cose diverse io credo.

Ombra è prima di tutto il principio femminile, caotico e denso di potenziale creativo. E' un principio talmente denso di potere (proprio perchè contiene moltissimi potenziali ancora non espressi, in stato caotico) che facilmente lo si interpreta negativamente.
Ombra è il Mistero, lo sconosciuto dentro e fuori di noi.
Ombra è il grembo della Madre che accoglie la Luce creativa del Sole.

Dal punto di vista negativo, questo principio quando non correttamente vissuto diventa il Demone del Caos: fatto di menzogne, sotterfugi, manipolazioni. Oppure diventa infinita contrazione che porta alla depressione e alla malattia mentale.

In una comunità di persone, è di vitale importanza che non vi siano non-detti, nè questioni irrisolte. Ne ho già parlato all'inizio di questa discussione.

Nella "Giornata dell'Ombra" ci si dedica dunque a:

  • esprimere le cose che ci restano sullo stomaco, in qualsiasi ambito
  • esprimere le proprie ombre, o ciò che percepiamo come "bruttura" dentro di noi
  • dire la verità
  • onorare il principio misterioso, caotico, potenziale, femminile, intuitivo in tutte le sue forme
  • inviare semi di consapevolezza ai "fratelli dell'ombra" (chiunque sia devoto al Demone del Caos)
  • occuparsi delle zone d'ombra nella comunità e di eventuali attacchi e incomprensioni che vengano da fuori
  • etc.

Abbiamo anche sognato che si istituisca un gruppo di persone che si dedichi principalmente a lavorare con questo principio, i "sacerdoti dell'ombra", ma io direi meglio "le sacerdotesse dell'ombra" perchè credo che sarebbero quasi tutte donne.

Queste persone servono a bilanciare l'eccesso di luce che spesso si sprigiona nei gruppi spirituali, e hanno la capacità di:

  • stare a contatto con il caso senza vacillare (con fede, saggezza,sobrietà)
  • vedere con chiarezza le menzogne in sè stessi e negli altri
  • accogliere senza giudizio l'oscurità delle persone
  • etc.

In questo senso, sono anche connesse con il "far rispettare le regole e i principi di Aikyam", perchè sanno percepire quando qualcuno mente a sè stesso, seguendo questi principi solo in superficie.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma mi fermo qui per ora!

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Sharon Corsini
(@shery)
Iscritto dal: 12 mesi fa

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@nican 

Bellissima idea, la sento pensata per me sinceramente.

Sono una persona che fa questo generalmente nella sua vita, sia con me stessa che lavoro da molti anni per portare alla luce i miei lati oscuri, sia con gli altri perchè mi riteovo puntualmente a condurre  l'altro nel portare alla luce i suoi.

Mi rendo conto di aver imparato a stare a contatto con le mie "cose oscene" e quelle degli altri senza giudizio, con profonda compassione e anche davanti a cose che possono risultare "molto molto oscene" mi viene naturale comprendere sinceramente i motivi che spingono le persone a compierle, oltrepassando l'apparenza dell'atto stesso.

Farlo per gli altri è sempre stato naturale per me mentre nel farlo per me stessa mi ci sono dovuta "allenare" in questi anni in cui peincipalmente ho lavorato soprattutto su questo.

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Niccolò Angeli
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(@nican)
Iscritto dal: 3 anni fa

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@shery sei candidata tra le sacerdotesse dell'ombra allora 🙂

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JESSICA MANCA
(@jessica-manca)
Iscritto dal: 1 anno fa

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Post: 19

@nican

Confrontarsi con le ombre è un tema sul quale lavoro da tempo, sostenuta dai video e meditazioni di Niccolò.

Il mio  temperamento di origine bipolare si è attenuato negli anni grazie a molti fattori, sincronici e/o contrastanti. Oggi, convivere con le mie ombre rappresenta un lavoro regolare che accolgo senza esitare. in aggiunta, è essenziale per comprendermi meglio ed essere in grado di perdonare me stessa e di conseguenza gli altri. Così facendo ho imparato ad amare.

Può sembrare bizzarro dire che ho dovuto 'apprendere' un sentimento cosi naturale pero ho saputo amare solo quando ho cominciato a sentire che potevo provare gentilezza, amore  e compassione anche per me stessa. Benedico le  ombre che me lo ricordano.

Non ho alcuna esperienza 'ufficiale' con altri, se non quella di entrare in empatia istintivamente qualunque sia l'età o il sesso dell'altro senza lasciarmi travolgere.

Un abbraccio e grazie.

Jessica

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Joseph Acanfora
Post: 52
(@joseph00)
Umano
Iscritto dal: 1 anno fa

Utopia, distopia... la società ideale non può esistere se non con l'apporto della presenza di ogni singola anima in quella che è già la nostra società... come? Apportando i sentimenti più alti della nostra anima quali, empatia, equità, solidarietà, onestà, amore. Basterebbe solo questo.

👋

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