La Vita sembra non seguire un filo logico quando la si osserva con gli occhi ingenui di una persona ordinaria, la logica semmai è quella che ci viene incontro attraverso la realtà circostante, dai nostri simili, dalle circostanze culturali, sociali ambientali nelle quali sembra che veniamo a trovarci per caso. Pensiamo che devo fare questo o quello perché così fan tutti, perché mi hanno detto che si deve fare, la logica del mondo è semplice, stringente, superficiale eppure è l’unica alla quale ci aggrappiamo come persone del mondo che credono di trovare nel mondo le proprie risposte. E’ la logica del sopravvivere, del farcela con i propri mezzi, dell’appartenere a un gruppo, a un “noi” che ci fa sentire sicuri e ci impedisce di contattare quell’apparente mancanza di senso che continuamente cerchiamo di riempire con qualsiasi cosa facciamo. E’ la logica della sicurezza, della tranquillità e della stasi, che però non può nascondere per sempre quell’inquietudine che dalle profondità del nostro sentire ogni tanto si mostra. Quell’apparente mancanza di senso è il vero motore di ogni nostra relazione, di ogni nostro passo nel mondo è il collante con cui cerchiamo di legare a noi tutto ciò che sembra renderci felici. La realtà è che abbiamo paura di essere soli con noi stessi, non avere nulla con cui distrarci da quella solitudine è la madre di ogni attaccamento. Quel vuoto, quella temporaneità è ciò che cerchiamo di non sentire attraverso i milioni di storie che ci raccontiamo, per non fare l’unica cosa che potrebbe davvero avere un senso a ciò che sembra non averne. Stare in compagnia di quel vuoto, attraversarlo e sentirlo fino in fondo per poterlo finalmente dissolvere e scoprire cosa c’è dall’altra parte. Attraversare quel vuoto è l’iniziazione per divenire Maestri di se stessi !