Nel mio sentire il nostro più grande demone è il dono che portiamo al mondo. Ad esempio, nel nostro profondo bisogno di sentirsi amati alberga l’amore che portiamo nel mondo, ognuno con la sua speciale sfaccettatura che deriva esattamente da quella profonda ferita che ci portiamo dietro e a volte pesa come un macigno pesante sulle spalle.

Quindi, quando ci sentiamo profondamente incatenati dal nostro dolore più profondo, che urla e strepita dentro di noi squarciandoci il petto in due, possiamo farci forza pensando che quel dolore così profondo, per la bilateralità che esso comporta, altro non è che il nostro speciale dono che portiamo ai nostri fratelli e sorelle. In questo, penso si cominci a piantare un seme di guarigione per noi stessi.

Accettando e riconoscendo profondamente quel bambino, che altro non chiedeva di essere visto e riconosciuto, apprezzato e amato… e ad ognuno il suo, li doniamo uno spazio accogliente dove sentirsi finalmente riconosciuto e visto per quello che è. Uno spazio dove piangere e donare alla luce tutto quel dolore, oppure dove ridere di se stesso a volte, guardandosi sempre con gli occhi amorevoli e pieni di tenerezza.

Spesso ci sentiamo frustrati, se impariamo ad osservarci bene e ci rendiamo conto che proviamo a strappare quell’amore dagli occhi altrui, e ci sentiamo frustrati perchè sappiamo che quella non è la via giusta, perchè farselo donare è un conto, e può andare anche bene, ma strapparlo è un altro, per di più non esiste amore più profondo di quello che riusciamo a donarci da soli. E anche perchè ci sembra che quell’agonia, nonostante ci abbiamo lavorato più e più volte nel corso della vita, non abbia mai una fine. Ma solo se la accettiamo senza giudizio, anzi… con estrema compassione e amorevolezza riusciamo a scorgere la parte illuminata di quella che sembra essere una sofferenza senza fine.

Infatti, ti sarai reso conto, che doni agli altri sempre quello di cui hai bisogno tu. Questa altro non è che la perfetta bilateralità della vita, infatti ci pensa lei a metterti sul cammino quelle Anime che hanno bisogno del tuo tocco gentile e sensibile, quelle che hanno bisogno… di quello che vai a portare esattamente tu. Ed è così che puoi donare tutto quel dolore all’immensa luce della vita e farlo risplendere, trasmutarlo. Perchè non esiste guarigione più profonda per se stessi di quella che andiamo a donare agli altri, non esiste connessione e accettazione più profonda che non sia esattamente questo.

Questa un pò è probabilmente ancora la legge specchio, che si… attraverso l’altro ci fa vedere le parti ancora oscure di noi stessi, ma ci permette anche di operare attraverso gli altri per due, e quindi anche per portare guarigione a noi stessi, attraverso quella perfetta bilateralità che la vita sempre davanti ai nostri passi ci mette.

Questo è uno di quei pensieri che più mi da forza e mi fa comprendere un pochino di più la profondità e la perfezione della vita. Ed è certo che la vita e questa esistenza sono come un immenso gioco dove abbiamo capito non ci dobbiamo prendere sul serio, ma in certi frangenti mi piace scorgerne la profondità intrinseca che questo gioco porta con sè. Questa legge dell’amore che sempre si manifesta davanti ai nostri occhi a volte ciechi a volte vigili, ma che pur sempre si manifesta, potente e magica com’è, aldilà del fatto che lo stiamo scorgendo o meno. Dunque, per me, lo sforzo è sempre quello di tenere i sensi sottili risvegliati alle nostre personali verità che sempre si palesano davanti agli occhi.

Perchè così è più facile accettare… perchè così e più facile schiudersi alla potente magia che la nostra vita fa scivolare sulla nostra pelle, riuscendo a coglierla in tutta la sua immensa bellezza e ad amarla profondamente per quello che è: amore, sempre e solo una legge d’amore. Quell’amore che semplicemente è… la via maestra della vita.