Oh Anima mia, dove sei? È un po’ che ti sto venendo a cercare, eppure ti sento anche adesso… sussurrarmi dolcemente all’orecchio. Sussurrarmi con quella voce dolce, profonda e melodiosa che solo tu hai. Dunque mi chiedo se il chiedermi dove tu sia altro non è che la follia della mia mente che spesso mi sprona a camminare lontano da te. Ma… se tendo bene l’orecchio la tua voce è lì, è sempre stata lì, e io profondamente so… che sempre ci sarà!.

Oh Anima mia, dolce sensazione a fior di pelle, delicato tocco di un angelo… accarezza il mio volto con le tue mani vellutate e racchiudi tra le tue dita le mie lacrime. Queste lacrime che ancora mi ostino a far scender copiose sulle guance, chiedendo loro di lavare via la maschera come se fossero gocce di rugiada. E se mi guardo allo specchio e tento di strapparmela dal viso come una pazza questa maschera, allora capisco che la mia mente ancora vocifera menzogne al mio orecchio. Ma queste bugie sono ingannevoli si, ma fragili come un cristallo che non regge al dolce tocco della tua presenza che amorevolmente accompagna la mia vita.

Oh Anima mia, anche adesso che dolcemente ti intravedo, tu mi chiedi di non chiudere il cuore al tuo amore. Ed io, che è una vita che apro e chiudo le porte del cuore per te, non posso che riaprirle, ancora una volta, davanti alla tua dolce e meravigliosa presenza.

Oh Anima mia, ti chiedevo solo di donarmi il mio amore, quello che è un battito dentro al petto… battito che hai delicatamente appoggiato tu a riscaldarsi nel centro del mio cuore.

E tu te ne stavi lì, instancabile ad ogni mio richiamo, a coccolare ogni mia fragilità umana, a farmi bere dalla tua mano le melodie che il cielo ha riposto sull’archetto… archetto che da milioni di corde ne trae una sola, unica melodia.

Tu te ne stavi lì a intrecciarmi i capelli con le tue trame d’incanto. E spesso mi sono chiesta… se questi sogni racchiusi dentro al cuore ce li avessi messi tu. Se fossi stata tu a cucirli sulla pelle dell’Anima oppure se la mia mente ha imparato fin troppo bene a simulare la dolcezza della tua voce. Ma in cuor mio so, adesso e sempre, che la dolcezza della tua voce non può esser nascosta tanto a lungo. Perché tu non mi urli all’orecchio, ma intoni canti al mio cuore. Non mi fai sentire né piccola né grande e non fai frullare mai la mia mente.

Tu stai lì e mi doni i brividi, la pace profonda e un amore sconfinato che si dirama dal cuore. Mi doni la tua presenza nel cinguettio degli uccellini e il profumo dei fiori, e spesso mi parli attraverso la voce del vento che molte sensazioni d’amore sa far fiorire dentro me. Mi doni la tua presenza quando accendi le mie pupille e fai delicate le mie parole. E mi permetti di donare all’altro un rifugio… in uno dei tuoi sguardi. Poiché io profondamente so, che in uno dei miei di sguardi mai funzionerebbe.

Nei tuoi sguardi io trovo l’amore profondo, ma ancora molto spesso provo a staccare come una pazza dai tuoi occhi quell’amore. Perché è solo in quell’amore che io sento le carezze che gli schiaffi donano alla mia pelle, solo in quell’amore io ho forza, solo in quell’amore sento la melodia che il cielo canta per le sue creature e la tua dolce presenza che spazza via, ancora una volta, tutta la resistenza alla vita e all’amore che tu sei.

Nella dolcezza del tuo amore io sono forte, non esiste più neanche il coraggio. Poiché il tuo amore non richiede nessun atto di coraggio, ma un semplice abbandonarsi a quel suono, che il violino che dimora tra le stelle, instancabilmente suona per i suoi figli chiedendo solo, e ancora una volta, di esser ascoltato.

Oh Anima mia, che dolcemente accarezzi i miei capelli, rassicura la fragile umana che io sono. Bacia le mie lacrime e io mi sentirò grata quando tu, ancora e per la milionesima volta, mi manderai uno dei tuoi più bei angeli a baciarmi la fronte, a richiamarmi alla tua voce, ad accarezzare questo cuore che ancora troppo spesso decide di richiudersi. E io, umana come sono, non potrò altro che prendere nuovamente, e con rinnovato amore e gratitudine, la tua mano.

E farmi accompagnare a prendere il treno per questo meraviglioso viaggio, viaggiando con gli occhi di chi non sa e non capisce niente, ma che con le tue dita intrecciate alle mie, riconosce che non importa sapere o chiedersi, importa solo vivere questo viaggio appieno. E con i polmoni pieni di aria, dedicare ogni respiro di questa vita, alla dolcezza della tua presenza. Alla dolcezza della tua presenza si… che è un richiamo del cuore.