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Musica meditazione: “From Stars We Come” by Johann Kotze + “Letting Go” by C. Lloyd Clarke

Se preferisci meditare senza guida puoi usare questo video di sola musica.

Se non ti è chiaro il concetto di come i conflitti che percepisci nel mondo riflettano sempre i tuoi conflitti interiori, ascolta l’insegnamento prima di meditare.

Prima di meditare, vorrei condividere con te un insegnamento di quelli che sono difficili da digerire, ma altrettanto benefici per l’anima.

Che tutto sia uno specchio, che ogni cosa là fuori sia solo un riflesso di ciò che abita dentro ognuno di noi, magari l’avrai già sentito dire tante volte… ma rifletti un attimo su cosa significa questo quando ti appresti a meditare sulla pace nel mondo.

Quando vedi un mondo che ha bisogno di pace, quando vedi guerre, quando vedi ingiustizie e ti scontri con esse… cosa stai osservando in realtà?

Sono sempre le tue guerre e i tuoi conflitti interiori: ogni cosa che vedi là fuori e che ti sembra di dover aggiustare risuona con qualcosa in te che fa attrito, qualcosa che ti appartiene profondamente e che ha ancora bisogno delle tue cure.

Con questo non voglio dire che non ci siano effettivamente guerre nel mondo, o situazioni in cui la pressione sociale è altissima. Ciò che intendo dire è che quando guardi a queste cose, quando le vedi al telegiornale o ne senti parlare, o persino quando le vivi in prima persona… il modo in cui le sperimenti e le interpreti cambia a secondo di quanto esse risuonano con i tuoi conflitti interiori.

Un anima sveglia e illuminata potrà camminare nel mezzo di un bombardamento sentendosi in pace e emanando compassione sia per le vittime che per i carnefici. Questo non significa che non scapperà per mettersi al riparo, o che non darà tutta se stessa per la risoluzione del conflitto. Ma poiché non ha più conflitti interiori, lo farà da un punto di silenzio… lo farà senza giudicare, lo farà amando tutto e tutti, e perciò starà lavorando per la vera pace.

La vera pace è infatti uno stato in cui c’è posto per tutti, e si basa prima di tutto sul perdono dei  nostri carnefici. Un pace che nasce dall’annientamento altrui non può essere infatti che un fragile intervallo prima di un nuovo conflitto. Non è solo un bel concetto filosofico, la storia ce lo insegna da migliaia di anni.

Eppure, anche se per millenni abbiamo continuato a risolvere i conflitti con altri conflitti, piano piano siamo diventati più capaci di perdonare così come di accogliere la differenza altrui.

L’esempio più celebre e vicino a noi è sicuramente ancora quello di Gandhi. Pensa a quale rivoluzione ha creato quest’uomo dall’apparenza fragile, che senza violenza si è lasciato bastonare perdonando senza sosta i suoi carnefici. Ti ricorda qualcun altro?

L’insegnamento della vera pace dunque è difficile da digerire, anche perché ci è difficile considerare che da qualche parte, dentro di noi, c’è sempre un piccolo Hitler, anche se tutti dicono che siamo brave persone.

Personalmente, credo che di essermi svegliato un po’ di più esplorando i ricordi di altre mie vite, alcuni anni fa. Durante una lunga sessione intesa a rivivere proprio il “male” che avevo seminato, ho potuto rivivere i ricordi più orrendi. Vite in cui avevo ucciso, violentato, abbandonato… in cui ero stato lo spietato tiranno e il manipolatore più abile.

Da quella volta, ho cominciato a giudicare il prossimo ancora meno… perché quando vedo qualcuno che ha fatto del male, mi ricordo di quanto ne ho fatto io.

Riflettici, la prossima volta che ti viene di giudicare duramente il ladro o l’assassino di turno. Pensi davvero di non averlo mai fatto neanche tu nei milioni di anni in cui la tua anima ha vissuto?

Fare il male e seminare sofferenza non è solo un peccato in cui alcuni cadono, è un vero e proprio serbatoio di energia a cui tutti possiamo connetterci e attingere in ogni istante.

Per questo è ancora più importante capire che meditare per la pace non è solo il momento in cui ti siedi e mandi pensieri felici… ma è ogni singolo istante in cui scegli di perdonare invece che giudicare, in cui scegli di vedere la tua guerra interiore e smettere di combatterla.

La meditazione che ti propongo comincia proprio così. Guarda dentro di te e vedi le tue guerre interiori. Cosa senti quando pensi alla guerra? Quale conflitto dentro di te risuona con quello?

Quale bambino affamato c’è nel tuo cuore, quale orfano, quale persona mutilata… quali ingiustizie continui a commettere verso quella tua innocenza pura e assoluta, costringendola a vivere sotto i ferri di un regime che ti auto-imponi?

Ogni volta che scegli ciò che non vuoi veramente, o che ti pieghi al dominio della paura, stai violentando te stesso e nutri la tua guerra interiore.

Ma non voglio che tu ti senta cattivo o inadeguato per questo. Il primo passo è sempre perdonarti per le tue mancanze. Stai già facendo del tuo meglio, non devi cambiare vita in un giorno.

Sii soltanto consapevole che le guerre e le ingiustizie con cui risuoni ti indicano i conflitti della tua vita, che siano piccoli o grandi.

Giorno dopo giorno, puoi essere consapevole di questo e cominciare a fare scelte più sane… piccole scelte che si accumulano e diventano un tesoro di pace, una grande riserva di innocenza che potrai offrire al mondo. Con questo tuo cambiare dentro, vedrai cambiare anche lo specchio dei conflitti là fuori: ti renderai conto ad esempio che puoi provare compassione per i carnefici oltre che per le vittime, e diventerai più lucido quando pensi alla guerra, non sarà più qualcosa di insormontabile che ti dà il mal di pancia, ma anch’essa diventerà per te una fonte costante di insegnamento.

Grazie

Niccolò Angeli

Sono un formatore e ispiratore in campo spirituale. Puoi trovare il mio lavoro principalmente su Accademia Infinita.

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