Questo articolo è stato scritto a quattro mani insieme alla mia carissima amica e Anima compagna Laura Pacini.

Dedicato all’accoglienza, alla fragilità come bellezza umana e a tutto il coraggio del cuore quando veste di femminile.
Per celebrare la sorellanza che tutte meravigliosamente ci accumuna.

Siamo solo ciò che sappiamo accogliere. La nostra vita si plasma della bellezza di ciò che sappiamo accogliere nel nostro cuore: un tramonto, una lacrima, una raffica di parole sparate con prepotenza da un’ amica che non riuscivano ad uscire prima. Ciò che sappiamo, e ci mettiamo nella posizione di accogliere, diventa il dolce miele che, come un balsamo scende sul cuore, sciogliendone i nodi più intricati. Accogliere significa aprire braccia e cuore davanti al mondo interiore dell’altro, donandoli in quell’energia, un rifugio caldo e amorevole dove dimorare, significa permettere all’altro di spalancare le porte del proprio cuore ferito.

Le donne che accolgono sono le donne medicina, perchè in realtà… l’unica cosa di cui ha bisogno l’essere umano è di essere accolto nello spazio speciale del cuore. L’accoglienza è infatti, una delle più alte espressioni dell’amore. Accogliere se stessi, o accogliere un’altro, diventa dunque la potente medicina dell’amore che ha il potere di spazzare via ogni frattura dell’Anima. Quando il mondo interiore si concede alle carezze dell’accoglienza, esso sa che qualcosa sta per cambiare… sa che quelle carezze trasmuteranno quel dolore in rinnovato coraggio, doneranno nuovi occhi con cui osservare quell’esperienza, che riceverà una nuova spinta per saltare aldilà di quello che apparentemente sembra esserci davanti ai propri passi.

L’accoglienza è una medicina, tra le più potenti, e come tale andrebbe donata a se stessi e gli altri ogni giorno. Ma purtroppo, può succedere, che le donne si sentono stupide e inadeguate… eh già, inadeguate è come spesso si sentono le donne. E questo succede soprattutto quando sono loro stesse a non sentirsi accolte in tutta la loro autenticità. Perchè le donne, di coraggio di mettersi a nudo ne hanno da vendere, e di amorevolezza di accogliere il prossimo ne hanno altrettanta. Dunque, se sei una donna, stai leggendo e ti senti così… non sentirti inadeguata o ingenua. Ma guardati allo specchio con ammirazione e non pensare mai più che la più grande delle tue doti sia inadeguata, perchè è la cosa più bella e pura, che il tuo cuore di donna possiede. Quindi puoi andarne fiera e usarla con fermezza ogni volta che ce ne sarà bisogno aldilà di ogni aspettativa. Perchè alla fine, devi riconoscerti, che la cosa più importante è ciò che tu hai fatto per te stessa, è che tu abbia fatto quello che andava fatto, è che tu abbia avuto il coraggio di accogliere ed amare. E comincia di conseguenza ad accogliere anche te stessa.

Te stessa si… e il tuo immenso coraggio, che è un coraggio tutto al femminile, che si veste di tanti colori, di quelli accesi che smuovono le montagne, animato dal sacro fuoco di voler proteggere qualcosa o qualcuno che alla fine sei tu riflessa fuori; va oltre qualunque ostacolo, non cede il passo a niente e a nessuno, va dritto come una spada perché sa che non può fare altrimenti… non ci sono scorciatoie che possano valere il prezzo della resa di un ego ingannatore; che spazzino ogni ombra da quella luce che emaniamo, che squarcino il velo opacizzante del non detto che ci logora fino a spegnere chi noi siamo veramente. Non ci sono aspettative lasciate indietro, c’è solo quella forza interiore che ti urla “salva te stessa”. A qualunque prezzo… salva te stessa, la verità che sei, l’autenticità di cui ti vesti…

Ma il coraggio delle donne sa vestire anche con colori pastello: morbidi, accoglienti, delicati, che restano sullo sfondo, anche quando la vita ti ha appena trafitto nel petto e ti ha spogliato delle tue certezze più sante, per donare comunque un sorriso o un gesto amorevole; che cedono il passo a chi ha bisogno di questo, senza giudizio nè presunzione, con l’unico desiderio, forse un pò distorto, di amare per forza. Può capitare ancora di vestire il lutto, quando la quotidianità è greve e si mastica sofferenza per la perdita di qualcuno, per la tanta solitudine,  per la vita che piano piano si spegne. Lí il coraggio si riposa fra le pieghe delle vesti, fra i gesti stanchi e uguali, fra parole ripetute e ricordi antichi e monotoni, che consumano il presente  nell’ attesa dell’eterno. É un coraggio antico che ci viene dalle amazzoni più autentiche, nessuna  donna ne è priva; elisir d’amore e di bellezza quando esce allo scoperto ammalia e sorprende, seduce e vince, vince le battaglie più difficili, le battaglie del cuore.