La Blockchain le criptovalute (5 di 5)

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Le criptovalute sono valute digitali che vengono scambiate sulla blockchain. A parte il Bitcoin, ne esistono ormai migliaia (erano circa 4.000 nel gennaio 2021).
Se non sai che cos’è la blockchain, dai un’occhiata ai video precedenti di questa serie.

Le criptovalute sono valute digitali che vengono scambiate sulla blockchain. A parte il Bitcoin, ne esistono ormai migliaia (erano circa 4.000 nel gennaio 2021). Esse vengono usate dalle startup che creano un’applicazione decentralizzata (come ad esempio quella che gestisce i diritti della mia musica nell’esempio che ho fatto prima) per raccogliere capitale.
In altre parole qualcuno crea un progetto sulla blockchain (vengono chiamate dApp – applicazioni decentralizzate) e vi associa una criptovaluta. Gli investitori che credono nel progetto acquistano quindi la criptovaluta, e l’azienda ha ora un capitale a disposizione per avviare e mantenere il progetto.

Non solo, ma la criptovaluta viene anche usata in molti casi per retribuire tutti coloro che mettono il proprio computer a disposizione della rete legata al progetto.

Ricordate che la blockchain per funzionare ha bisogno di una rete di computer dove ogni informazione viene verificata e poi archiviata? Tutto questo richiede molta energia e risorse, e così chi si presta a fare questo lavoro viene retribuito con la criptovaluta stessa: sono i cosiddetti “minatori”. In realtà il processo funziona in maniera più complessa di così, ma per ora restiamo sul semplice.

Ricapitolando, ecco come una criptovaluta si associa a un progetto che utilizza la blockchain:

  • Qualcuno crea una dApp (un progetto su una piattaforma della blockchain) e vi associa una sua criptovaluta
  • Gli investitori acquistano la criptovaluta dando valore al progetto
  • I minatori vengono retribuiti con la criptovaluta stessa per far funzionare la rete (solo in alcuni casi, altre volte i minatori non esistono poiché si usano metodi differenti).
  • Gli utilizzatori del servizio in molti casi usano la criptovaluta associata per pagare i servizi della dApp, come moneta interna di scambio o per accedere a speciali vantaggi.
  • Se il progetto cresce, con lui cresce il valore della criptovaluta associata e viceversa.
  • I trader professionisti investono sulla criptovaluta in base a un etica valoriale (credono nel progetto associato a essa ) o speculativa (seguono l’andamento di mercato).

Nota: in realtà esistono anche dApps che non hanno una propria criptovaluta, ma si appoggiano a quella di altri. Così come esistono dApps che hanno una propria piattaforma, come Ethereum, e altre che si appoggiano a piattaforme esistenti. Sulla piattaforma Ethereum ad esempio girano decine di altre dApps.


La speculazione selvaggia

Quindi abbiamo capito che una criptovaluta avrà più o meno valore a seconda del progetto a cui è collegata e a quanto questo risolve efficientemente un problema o offre un servizio molto vantaggioso. Ma non è solo così… c’è anche la speculazione.

Per la legge di mercato, più la domanda di qualcosa sale più sale anche il suo prezzo, e viceversa. Anche per le criptovalute funziona così. Quindi una criptovaluta potrà acquisire valore e “gonfiarsi” anche se non è necessariamente legata a un progetto che ha valore di per sé.

E’ il caso ad esempio di Dogecoin, una criptovaluta nata come uno “scherzo” nel 2013 strizzando l’occhiolino all’immagine del famoso cane “Shiba Inu” in voga su internet. Attorno alla criptovaluta si formo rapidamente una community di affezionati che ha causato più volte un’impennata del suo valore, anche se essa non è legata a nessun servizio o progetto particolare.

Il mondo delle criptovalute, essendo dal punto di vista di mercato una sorta di borsa accelerata, è naturalmente oggetto di speculazione selvaggia. In un solo giorno il valore di una criptovaluta può salire anche del 100%, così come scendere nell’abisso. Un abile trader saprà sfruttare questi margini enormi per guadagnare sulla compravendita di criptovalute, ma un trader dotato di capitale e senza scrupoli potrà anche far gonfiare e sgonfiare una criptovaluta a comando, non diversamente molto più facilmente di quanto si possa fare con i titoli di borsa.

Esistono ad esempio gruppi di trader che si mettono d’accordo per compare tutti contemporaneamente la stessa criptovaluta quando il prezzo è basso, così da farlo salire improvvisamente e poi vendere quando il prezzo è alto, guadagnando sulla differenza. Questo gioco di speculazione è vecchio quanto il mercato, ma adesso con le criptovalute è molto più rapido e alla portata di più persone.

Ma anche se la speculazione selvaggia getta una luce oscura sull’intero mondo delle criptovalute, questo non toglie valore al potere della blockchain come veicolo di un nuovo tipo di società, basata sulla finanza e sulle applicazioni decentralizzata.

Anche senza fare speculazione pura, che è dannosa per il mercato e per la blockchain stessa, a oggi si possono ancora trarre margini di guadagno molto grandi sostenendo nuovi progetti appena nati sulla blockchain (se si ha tempo di studiarli e mantenersi costantemente aggiornati) o copiando il portfolio di qualche trader esperto in cui abbiamo fiducia (approfondimenti su questo più avanti).


Quanto si può guadagnare investendo nelle criptovalute?

ATTENZIONE: questi non sono consigli finanziari. Ricordatevi che ogni capitale investito è sempre a rischio, quindi non investite MAI ciò che non siete disposti a perdere e soprattutto informatevi bene prima di entrare in mercati volatili come quello delle criptovalute.

Per chi crede in questa tecnologia e si appassiona ai progetti che nascono su di essa, siamo ancora nel momento d’oro per investire e avere ritorni molto alti, anche del 20% al mese (tenete conto che un investimento di rischio medio in borsa ha un ritorno che va dal 3% al 20%… all’anno).
Per chi è appassionato di trading, e quindi non si limita a investire su certi progetti e criptovalute, ma ne fa compravendita quotidianamente studiando i movimenti di mercato, il margine di guadagno può salire anche al 70% al mese.
Per chi poi è uno speculatore selvaggio, il margine può raggiungere il 200% al mese e oltre.

Questi valori sono solo indicativi e sono calcolati in base a una media annuale su un pool di trader che ho selezionato da varie piattaforme.

Certo è, che più il margine di guadagno è alto, più alto è il rischio di perdere il capitale, perché il mondo delle criptovalute come abbiamo detto è estremamente volatile e in rapida evoluzione. La cosa peggiore che uno può fare è quindi tuffarsi in questo mondo senza sapere quello che fa, comprando valute un po’ a caso, solo per la paura di perdere il treno.

Se d’altra parte educarsi sui progetti che stanno dietro ciascuna valuta è un processo necessario, oggi esistono delle alternative anche per chi non ha il tempo o la voglia di farlo.

Piattaforme di social trading come ShrimpyZignalyCoinmatics e altre permettono di copiare i trader professionisti con il minimo sforzo, nel caso di Shrimpy anche a titolo gratuito. Tuttavia attenzione, anche copiando dei professionisti nessun guadagno può essere garantito, è sempre importante fare dei test e soprattutto imparare a leggere i grafici e le strategie di ciascun trader prima di mettere in gioco il proprio capitale.